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Le competenze per diventare un bravo Communication Strategist

Communication Strategist: cosa vuol dire? Come diventare un bravo stratega? Strumenti, idee, suggerimenti per una delle posizioni lavorative più fraintese nella comunicazione

Quella del Communication Strategist (o Manager) è una professione che Zygmund Baumann avrebbe definito «liquida». Una professione che richiede grande versatilità, resilienza, formazione, creatività. E movimento, perché non è mai uguale a se stessa. Può cambiare a seconda del contesto, del tempo, dello spazio, delle condizioni sociali e storiche.  

Una professione che richiede grande versatilità, resilienza, formazione, creatività

Le competenze tecniche di un Communication Strategist

La competenza principale di un (bravo) Communication Strategist è quella di saper guardare la comunicazione a tutto tondo. Deve aver coltivato, in anni di “gavetta”, esperienza in più settori: graphic design, produzione video, advertising digital e tradizionale, ufficio stampa, content management, SEO e SEM (Search Engine Optimization e Marketing), social media, organizzazione di eventi e marketing, CRM (Customer Relationship Management). Anche se non si tratta di competenze approfondite, avere delle basi in questi ambiti aiuta a gestire progetti ad ampio respiro, tenendo conto di tutte le specificità che ogni mattoncino richiede.

Rintracciare il nuovo che avanza

Un aspetto fondamentale di questo mestiere è saper guardare al «mercato» in modo strategico, individuando la strada migliore per arrivare a un dato obiettivo, tenendo conto di determinate condizioni di partenza. Deve saper cogliere le novità e afferrarle, formarsi per conoscerle al meglio e per poterle proporre ai suoi clienti o all’interno della sua azienda.

Capire il pubblico, le persone

Il punto essenziale quando si comunica è farsi capire. Essere semplici, ma mai banali, immediati quando necessario. Per farsi ascoltare, è necessario capire con chi si sta parlando. Un bravo Communication Strategist deve essere in grado di capire al volo chi ha di fronte, nel senso più largo del termine: sia che si parli di una “platea” vera e propria oppure che si parli, molto più probabilmente, di un pubblico da immaginare, online o in diverse parti del mondo.

Amare la rete

Chi fa questo mestiere deve masticare e ed essere appassionato di digitale. Internet è la chiave di volta per capire il cambiamento che attraversa questo mondo professionale, per studiarlo. Per questo è importante guardare e stare dentro la rete, non solo da osservatori, ma da protagonisti. Commentando, partecipando, chiedendo. Perché se c’è una cosa che abbiamo imparato è che la rete è una piazza meravigliosa in cui confrontarsi quando si entra nel merito delle cose.

Saper scrivere

La parola scritta, in questo mestiere, è il fulcro di tutto. Saper scrivere bene, in modo chiaro ed esaustivo, saper catalizzare l’attenzione del proprio pubblico, interpretando il giusto tono di voce da utilizzare è fondamentale nella comunicazione. Saper scrivere non è una dote innata, esclusiva dei narratori, si può imparare: prima di tutto leggendo molto.

Le competenze innate

Insieme alle competenze tecniche, ci sono alcuni tratti caratteriali che possono favorire chi fa questo mestiere. Avere buone doti di public speaking: innate o meno, saper organizzare un’esposizione orale, saper convincere, saper formare gli altri è importante. Avere una buona capacità di astrazione, avere fantasia ed essere in grado di organizzare le spinte creative razionalmente. Essere curiosi e alla ricerca, essere generosi e aperti agli altri, avere capacità di empatia e di ascolto sono doti innate che vanno coltivate e stimolate per lavorare nel mondo della comunicazione.

Non restare chiusi nella propria bolla

Last but non least: non smettere mai di sperimentare e uscire allo scoperto. Avere account fake con cui “giocare”, farsi incuriosire, partecipare a convegni, webinar, corsi e confrontarsi continuamente con altri professionisti del settore sono elementi essenziali per lavorare nella comunicazione.

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